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Tre anni dalla scomparsa dell’hacktivista Aaron Swartz non sono passati invano

«No, trasparenza e diritti sulle ricerche accademiche non sarebbero stati abbastanza. Aaron sapeva che per creare un mondo più giusto, occorre integrare conoscenza, libertà e diritti civili come strumenti per il difficile compito di organizzarsi contro il potere costituito».
Questa l’opinione di David Segal, direttore del progetto non-profit Demand Progress, lanciato insieme ad Aaron Swartz alla fine del 2010 dopo il successo dell’ampia mobilitazione contro il disegno di legge Usa iper-restrittivo della libertà online. Sì, proprio il SOPA (Stop Online Piracy Act) divenuto uno degli snodi nevralgici dell’attivismo di base su temi scottanti soprattutto in Usa, quali internet freedom, open government, corruzione politica e riforma economica. Lo stralcio proviene dall’antologia che raccoglie decine di scritti di Aaron (e annessi interventi altrui) su temi e situazioni varie, appena uscita in occasione del terzo anniversario dalla morte, con il significativo titolo di Il[…]