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Prima le abbiamo create, oggi competiamo con loro, ma se impariamo a guidarle, le macchine non ci sostituiranno

Una tesi da rifiutare: c’è meno spesa e scarso investimento; il lavoro se lo prendono i computer e il rimanente è spostato all’estero.
Di fatto molti lavoratori sono schiacciati tra le vecchie imprese che non innovano e la produttività crescente.
Ogni volta che sottraiamo il tempo della lavorazione umana alla produzione il suo costo crolla. E il mondo cambia.
Perché se escludiamo l’uomo dai cicli ripetitivi della produzione, con l’automazione subentra la legge di Moore. Le persone non possono migliorare con quel tasso o, dal versante economico, non è possibile competere dimezzando il costo del lavoro ogni 18 mesi.
Ma per questo dobbiamo concludere che abbiamo uno stratosferico surplus di forza lavoro? No.
L’automazione non è altro che una “macchina che guida altre macchine”.
Dobbiamo concentrarci sulle persone e sulla loro formazione per lavorare insieme alle macchine e trarne il meglio.
Invece la logica darwiniana[…]