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Poco lavoro, molte tartine: i radical chic delle startup


Quattro anni fa, quando ho cominciato a costruire la mia prima startup, andavo in giro per decine di eventi in Italia per conoscere imprenditori, giornalisti, consulenti e investitori. Tutta gente con molta più esperienza di me, considerando che io fino a quel momento avevo fatto startup solo di notte nella mia camera da letto e di nascosto durante le lezioni all’università.
Incontrai persone fantastiche, simpatiche e tutte così estremamente disponibili ad aiutarmi, a darmi suggerimenti e indicazioni su come muovermi e cosa migliorare, a proporsi come miei co-fondatori o consulenti. Mi chiesi però perché fossero lì, ogni giorno ad eventi diversi ma sempre uguali, aperitivi e networking, sedia in prima fila e puntuali ad ogni buffet, anziché al lavoro per mettere in pratica quegli stessi consigli e costruire un’impresa.
Ero un 26enne ingenuo e ambizioso, più timido e più inconcludente di adesso, e finii per credere ad alcuni di quelli che promettevano investimenti[…]