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Io, maestro, e la lingua del Pokémon Go (sperando che a scuola non avremo mostriciattoli tra i banchi)


“Fermati, fermati maestro, c’è un Pokémon. Lo devo catturare”. Questione di trenta secondi ed è cambiata la percezione del mondo: Mattia ha estratto il suo smartphone dalla tasca, lo ha puntato in quello che fino ad attimo prima per me era il marciapiede, ha premuto sul cellulare direzionandolo verso il cartello stradale che segna lo Stop pronto a prendere il mostriciattolo che vedeva solo lui con la Poké Ball: “L’ho preso. E’ un Rattata, Pesa cinque chilogrammi e mezzo, è alto 0,3 metri. Lui costruisce la sua tana ovunque”.
UN ALTRO PIANETA
Ho pensato di essere in un altro pianeta. Ero, invece, nella “realtà aumentata” di Pokémon Go: un mondo creato da Niantic per la multinazionale giapponese Nintendo che da qualche settimana sta facendo impazzire i ragazzi trasformandoli in cacciatori di animali-mostri disseminati per le strade delle città, sui monumenti, sui sagrati delle chiese, nei locali pubblici, negli ospedali, nelle redazioni nei giornali, nei parcheggi[…]