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Il diritto all’oblio non è un’opinione (e non c’è una “scadenza” del diritto di cronaca)


Chi mi segue sa che parlo spesso di diritto all’oblio perché è una materia che mi sta molto a cuore, in quanto vedo spesso commenti ingiusti che lo vedono quale antitesi e pericolo del diritto di cronaca o quando va bene del diritto storico o documentaristico. In realtà invece è un diritto sacrosanto dell’interessato che non deve alcun modo essere perseguitato dalla memoria imprevedibile della Rete. Il che peraltro contrasterebbe con gli stessi principi sottesi alla funzione rieducativa della pena. Oggi, dovrebbe essere del tutto evidente che la pena non possa più essere considerata come un semplice castigo (come invece sarebbe se non esistesse il diritto all’oblio che in mancanza permetterebbe la diffusione all’infinito delle colpe del reo); emblematico in questo senso l’art. 27 della nostra Costituzione in cui è sancito il principio per cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione (e alla risocializzazione[…]