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Marketing

Personal Branding: “E ti distingui dalla massa!”

PERSONAL BRANDING  e ti  Distingui Dalla Massa.

QUI SI PARLA DI TE.

PROFESSIONISTA, LAVORATORE AUTONOMO, ARTIGIANO, MANAGER,

LAVORATORE DIPENDENTE, DISOCCUPATO.

Se il tuo lavoro non va bisogna cambiare, adattarsi al CAMBIAMENTO NON E’ UNA SCELTA MA UNA NECESSITA’.

1.Comunicare se stesso 


Il personal branding è un’attività diretta a comunicare, all’esterno, le nostre competenze , conoscenze , qualità, professionalità, sia in ambito sociale che lavorativo, in poche parole “la nostra offerta”.
Anche la persona è un prodotto che ha un ciclo di vita e che costruisce un brand sul quale può influire utilizzando le tradizionali regole di marketing, facendo così il proprio personal branding.
Quindi quale sono le caratteristiche che compongono il Pesonal Brand?
L’insieme dei valori, competenze, formazione scolastica, apprendimento attraverso corsi, seminari webinar , master, etc, e ancora passioni, ricordi, visioni, tutto ciò, che immediatamente chi ci sta attorno collega noi quando ci incontra personalmente o attraverso altri strumenti di comunicazione , internet, video, telefono, è tutto ciò che trasmettiamo attraverso le nostre attività e il nostro comportamento.
Riguarda il modo con cui facciamo marketing di noi stessi.
In definitiva far personal branding significa , influenzare la percezione che le persone hanno di noi, che lo si voglia o no le persone elaborano opinioni e sviluppano aspettative nei nostri confronti.
Perché è importante il Personal Branding ?
Per le persone in cerca di occupazione può rappresentare un occasione per distinguersi acquisendo così un vantaggio competitivo , ma riuscire a gestire il proprio brand personale è necessario anche per i manager, per i professionisti , lavoratori autonomi, anche se soddisfatti del proprio risultato lavorativo.
Sviluppare la propria carriera, ricevere nuove proposte di lavoro, entrare in relazione con altre persone interessate agli stessi argomenti e vedersi riconoscere la propria autorevolezza è più di una gratificazione personale , tanto più oggi che le referenze hanno soppiantato il curriculum vitae tradizionale.
L’avvento di internet ha reso fruibili una serie di strumenti on line. I blog, i social network, sono ambienti ideali per promuoverci, rendendo di fatto accessibili a tutti i nostri contenuti in maniera permanente, moltiplicando così le opportunità di visibilità.
La prima fase del personal branding , è lancio e nascita, e come tutte le partenze è il momento di maggiore sforzo, attenzione e impegno.
Dobbiamo prendere confidenza con gli strumenti di comunicazione, preparare un piano per comunicare noi stessi, assemblare i contenuti da pubblicare, titoli di studio, corsi, master, seminari, esperienze lavorative, hobby, infine bisogna redigere un calendario delle attività da divulgare , tenendo conto che ogni strumento ha le sue regole da rispettare.
La seconda fase è quella della crescita e sviluppo, non meno importante della precedente, è il momento di farsi conoscere per acquisire visibilità rispetto ai concorrenti per avere un vantaggio competitivo. In questa fase la nostra attività d’ informazione , deve promuovere e sostenere la fiducia nei nostri confronti , sottolineando le differenze rispetto a i nostri concorrenti. Lo scopo è quello di procurarci contatti al fine di costruire una relazione con i nostri interlocutori.
Terza fase è la maturità e declino, è il momento più pericoloso, perché le nostre capacità di attrazione sono scese a causa di fattori , direi quasi naturali , l’entrata di nuovi competitors , idee innovative,etc,etc…
In questa fase ,è necessario, consolidare la nostra reputazione , bisogna aggiornarsi continuamente , essere curiosi verso il mondo che cammina, avere una strategia di ricerca delle innovazioni, partecipare a corsi di aggiornamento , accettare nuove sfide.
Vediamo ora come delineare il nostro “Personal Brand” prima che lo facciano altri per noi.
“IO S.P.A.” è un concetto coniato da Harry Beckwith: La mia reputazione e la mia credibilità si definiscono tramite la qualità del mio lavoro , attuale e passato, e determinano la qualità del mio lavoro futuro.
In questo ambito grande importanza ha il valore della presentazione, per questo motivo è necessario seguire un percorso , sapere a quali domande dare le giuste risposte.
Analizziamo quindi i benefit del personal Branding , vediamo quindi quattro vantaggi che possiamo ottenere attuando una strategia di Personal Branding.
Il primo differenziarsi dalla concorrenza , per fare ciò bisogna scoprire i nostri punti di forza e di debolezza, bene fare un’attività di autoanalisi prima ma chiedere a chi vi conosce come vi vede lui .
Inoltre bisogna identificare il nostro Unique Value, la proposta di valore CHE CI RENDE UNICI , una promessa di valore che consegneremo a chi ci da fiducia.
Secondo , aumentare la fiducia nelle proprie capacità , definendo i messaggi chiave da comunicare essendo autentici e coerenti con noi stessi.
Terza fase , incrementare la nostra visibilità e presenza, identificando i nostri target e per ognuno di loro intercettare i bisogni che gli dobbiamo soddisfare. Infine fare networking, scambiare e condividere informazioni e risorse.
Quarta fase , raggiungere gli obiettivi, definendo le nostre aspettative e comunicando i nostri successi.

Quali sono gli elementi chiave che definiscono il personal branding ?
In primo luogo il carisma ,lo stile, , la conoscenza, l’educazione , l’esperienza, ma anche talento, personalità e passione , motivazioni che tutte insieme si manifestano poi nel comportamento , nella comunicazione e nella presentazione di se stessi.

Nei paesi , Inghilterra,Stati Uniti d’America , chi fa Personal Branding non ha paura del futuro.

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Il Frosinone in Serie A, molte occasioni per fare business

Bed and Breakfast: la corte di cassazione stabilisce che non occorre l’autorizzazione del condominio.

Il Frosinone in Serie A ,molte occasioni per fare business

 

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n° 704/2015 ha stabilito che un immobile ad uso abitativo può essere adibito a Bed and Breakfast .La legge regionale non può incidere sui rapporti tra privati condomini e sugli obblighi che fra essi assumono.

L’attività di Bed and Breakfast o di affittacamere in un condominio non è soggetta all’autorizzazione dell’assemblea condominiale , lo sancisce la sentenza n° 24707/2014 della corte di cassazione ,seconda sezione civile ,in quanto non si ravvisa nelle attività di cui sopra pregiudizio agli altri condomini.

 

Qualsiasi struttura ricettiva destinata esclusivamente al pernottamento e al soggiorno temporaneo dei turisti con offerta di colazione rientra nella definizione di Beb and Breakfast.

L’attività di B&B sicuramente è molto vantaggiosa per chi ha camere disponibili , non richiede investimenti e i servizi da prestare sono pochi , preparare la colazione, accoglierli, fare la ricevuta e salutarli.

Inoltre oggi con internet c’è un’assoluta semplicità a reperire i clienti , tenendo anche conto che per il triennio 2015/17 la legge concede uno sgravio fiscale del 30% per investimenti sul digitale per il settore recettivo.

Destinazione d’uso

L’attività Bed and Breakfast all’interno di un condominio non obbliga ad apportare una variazione della destinazione d’uso. Infatti la destinazione d’uso a “ civile abitazione “ è proprio un requisito essenziale per poter  svolgere in appartamento un’attività di Bed and Breakfast.

Come aprire un’attività  di Affittacamere

 

In molte regioni, l’attività di affittacamere è assimilata al B&B

Vengono definite “Affittacamere” le strutture composte da non più di sei camere, ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventuali servizi complementari.

Come per il Bed & Breakfast, per aprire un´attività di affittacamere occorre fare riferimento alle disposizioni regionali. Ogni regione, infatti, definisce i requisiti minimi per l´esercizio dell´attività  e definisce i servizi basilari da offrire ai clienti come ad esempio la pulizia, la fornitura di acqua, energia elettrica, riscaldamento o il cambio della biancheria. In particolare occorre fare riferimento alle seguenti disposizioni:

  • Abruzzo: L.R. 28 aprile 2000, n. 78;
  • Basilicata: L.R. 6 settembre 2001, n. 37;
  • Bolzano: L.P. 11 maggio 1995, n. 12;
  • Calabria: L.R. 26 febbraio 2003, n. 2;
  • Campania: L.R. 10 maggio 2001, n. 5;
  • Emilia Romagna: L.R. 28 luglio 2004, n. 16, art. 13;
  • Friuli Venezia Giulia: L.R. 16 gennaio 2002 n. 2, artt. 81 e 82;
  • Lazio: Regolamento Regionale 24 ottobre 2008 n. 16;
  • Liguria: L.R. 25 maggio 1992, n. 13, art. 13-bis; L.R. 28 gennaio 2000, n. 5, art. 1;
  • Marche: L.R. 11 luglio 2006, n. 9;
  • Molise: L.R. 12 luglio 2002, n. 13;
  • Piemonte: L.R. 15 aprile 1985, n. 31. 15-bis – L.R. 13 marzo 2000, n. 20;
  • Puglia: L.R. 24 luglio 2001, n. 17;
  • Sardegna: L.R. 12 agosto 1998, n. 27, art. 6 – delibera della Giunta Regionale n. 11/6 del 30 marzo 2001;
  • Sicilia: L.R. 23 dicembre 2000, n. 32, art. 88; L.R. 3 maggio 2001, n. 6, art. 110, comma 14;
  • Toscana: L.R. del 23 marzo 2000, n. 42, art, 55;
  • Trento: L.P. 15 maggio 2002, n. 7, art. 33;
  • Umbria: L.R. 27 dicembre 2006, n. 18, art. 47;
  • Valle D’Aosta: L.R. 29 maggio 1996, n. 11 – L.R. 4 agosto 2000, n. 23;
  • Veneto: L.R. 4 novembre 2002, n. 33, art. 27.

Solitamente la definizione di “Affittacamere” viene sostituita dal termine “Locanda” quando nello stesso edificio viene svolta anche l´attività  di ristorazione.

Chi intende avviare un´attività  di affittacamere deve avere i seguenti requisiti:

  • non avere riportato o essere stato riabilitato per le condanne elencate agli artt. 11 e 92 del T.U.L.P.S., approvato con R.D. 18 giugno 1931 n. 773 e successive modifiche;
  • insussistenza nei propri confronti di cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’articolo 10 della Legge n. 575 del 31 maggio 1965.

locali destinati all´esercizio dell´attività  di affittacamere devono rispettare le caratteristiche igienico-sanitarie previste per i locali di civile abitazione. Inoltre è necessario che tutte le attività  abbiano i seguenti requisiti minimi:

  • servizio di ricevimento assicurato almeno 8 ore al giorno;
  • servizio di pulizia della camera almeno una volta al giorno;
  • cambio della biancheria almeno due volte alla settimana e comunque ad ogni cambio di cliente;
  • fornitura costante di acqua calda, energia elettrica e riscaldamento;
  • in caso di somministrazione di pasti è necessario il possesso dei requisiti professionali per la somministrazione di alimenti e bevande e l´autorizzazione sanitaria rilasciata previa verifica del rispetto dei parametri minimi relativi alla cucina.

Per avviare l´attività  di affittacamere occorre fare riferimento alla procedura della Comunicazione Unica.

Instagram per i ristoranti

I social network sono ormai parte integrante della vita di moltissime persone, che ogni giorno condividono parte della loro giornata ed interagiscono con gli altri utenti. Parlando in particolare di Instagram, il social di photo-sharing acquistato di recente da Mark Zuckerberg, possiamo dire che è sempre più utilizzato, e che è diventato un ottimo strumento di cui molte aziende usufruiscono per farsi conoscere ed incrementare il numero dei propri clienti. Anche per i ristoranti può essere una valida risorsa, ma quali sono i metodi giusti per utilizzare Instagram e raggiungere obiettivi importanti?

Così come le altre aziende, anche quelle che operano nel settore della ristorazione dovrebbero utilizzare i social network per promuoversi. Solitamente, molti pensano che Facebook, Twitter e Google+ siano i migliori strumenti per valorizzare la propria presenza online ma, in un mondo dove l’utilizzo delle immagini, delle foto e degli smartphone è sempre più in crescita, non si può fare a meno di iniziare a considerare anche Instagram come un valido strumento pubblicitario.

Come ben sappiamo, questo social network è una community che unisce non solo le persone appassionate di fotografia: oramai è diventato un trend che sta contagiando chiunque. Lo stesso vale per la cucina, ovvero un mondo che sta appassionando sempre più persone. Perciò, i ristoranti possono unire la passione per il buon cibo a quella per la condivisione delle fotografie per creare una grande strategia promozionale, e Instagram è certamente il luogo virtuale ideale per combinare questi due elementi.

Le prime cose che servono sono sicuramente delle immagini di qualità. Tuttavia, adesso il social dà anche la possibilità di condividere dei brevi video, e quindi è utile sfruttare entrambi gli strumenti. Condividendo le immagini ed i video dei piatti più amati del proprio ristorante, si potranno certamente fidelizzare i propri clienti ed acquisirne sempre di nuovi.

Il primo passo per cominciare con il piede giusto potrebbe essere quello di guardare un po’ di tutorial, in modo da capire quali sono le basi e le qualità principali di una buona fotografia e di un video vincente. Niente di difficile, ma neanche qualcosa di scontato. Infatti potrete capire che basta un’angolatura, un’inquadratura o una luce diversa per cambiare e migliorare la foto nella sua totalità. Il resto lo faranno i filtri proposti da Instagram.

Ad ogni modo, le foto ed i video non bastano per coinvolgere gli instagramers e per ottenere la giusta visibilità su questo social network. Ma fortunatamente, esistono delle importanti strategie e trucchi da mettere in pratica al fine di raggiungere importanti traguardi. Ecco una breve lista da seguire:

1. Utilizzare gli hashtags

Questi “#” sono molto utilizzati, ed attualmente sono ciò che permette di guadagnare visibilità su Instagram, e che sta iniziando ad andare forte anche su Facebook e Google+. Il suggerimento è quello di crearne uno con il nome del proprio ristorante, e/o con un proprio motto. Questo permetterà agli utenti di ricordarsi del ristorante, e spronerà anche i clienti abituali ad utilizzarlo ogni qualvolta che si trovano a mangiare nel locale.

Ovviamente è importante anche utilizzare gli hashtags di tendenza, ovvero i più popolari nell’ambito del Food&Beverage. Ad esempio, uno dei più utilizzati attualmente è #Foodporn che, anche se può suonare strano e ambiguo, è solamente uno degli hashtags più usati da coloro che amano il cibo e che pubblicano spesso le foto di piatti che cucinano o che vengono serviti loro nei ristoranti.

Perciò, è fondamentale utilizzare il proprio hashtag ed i più popolari, inserendoli nella didascalia dell’immagine, oppure nel primo commento. Anche se è possibile inserirne fino a 30, il consiglio è quello di utilizzarne al massimo una ventina, scegliendoli in base alla fotografia che si sta andando a pubblicare. Inoltre, è opportuno prepararsi una lista di hashtags relativi al mondo del Food&Beverage (come appunto #Foodporn, o anche #Foodie, #Foodgam e #Foodspotting), e fare “copia e incolla” al momento del bisogno. Questo è utile in quanto non è sempre possibile ricordarseli tutti. Per trovare gli hashtags giusti, è possibile avvalersi di “TagsForLikes”, un’applicazione utile e conveniente.

2. Creare un contenuto di valore

Naturalmente, anche se il piatto è stupendamente decorato e la foto caricata è di elevata qualità, bisognerà trasmettere qualcosa di più agli utenti che si vorrebbero trasformare in clienti, ed anche ai clienti che si vorrebbe fidelizzare. L’hashtag servirà per aumentare la propria visibilità e quindi per far visualizzare l’immagine a più instagramers interessati all’argomento. Ma quante immagini di piatti possiamo trovare su Instagram? Tantissime. Quindi è necessario dare qualcosa di più all’utente, in modo che quella foto pubblicata diventi un vero contenuto di valore, susciti interesse, e permetta a chi la vede di ricordarsi del ristorante in maniera positiva.

A questo proposito, nella didascalia bisognerebbe puntare alla creazione di un’emozione, scrivendo una breve descrizione che coinvolga e spinga l’instagramer a seguire il profilo del ristorante ed a mettere mi piace all’immagine. Se non si riesce in questo, l’utente potrebbe non rimanere coinvolto e smettere di seguirvi.

Nella descrizione si potrebbe perciò inserire anche qualche ingrediente del piatto, spiegare cosa sta facendo la persona nella foto, etc. In poche parole bisogna coinvolgere, incuriosire chi legge, e fare in modo che si immedesimi nell’immagine. In questa maniera l’utente proverà un’emozione: che sia felicità, meraviglia… o anche languorino, vuol dire che è in qualche maniera è rimasto colpito. Questo è fondamentale.

3. Essere attivi

In tutto quello che facciamo è la costanza che ci porta a dei risultati, e in questo caso è l’attività costante che porta alla visibilità ed al frequente aumento dei followers. Perciò, dopo aver capito come fare delle belle foto, come avvicinare gli utenti con gli hashtags, come coinvolgere emotivamente l’utente, è importante effettuare queste azioni costantemente, o meglio su una base quotidiana.

Tuttavia, essere attivi su Instagram non significa solo pubblicare almeno una foto e/o video al giorno, ma significa anche interagire. Per farlo bisognerà mostrare del vero interesse verso gli altri, commentando e mettendo mi piace ai loro post, rispondendo ai loro commenti, e ringraziando quando è giusto farlo (anche citandoli). Questo fa sentire il follower importante e più spronato ad interagire a sua volta.

Il suggerimento è quindi quello di dedicare almeno 20 minuti di tempo, anche magari solo un paio di volte alla settimana, alla ricerca di coloro che hanno citato o hanno mostrato un qualsiasi interesse per il vostro ristorante, per poi interagire con loro. A questo proposito è fondamentale anche stimolare i propri clienti offline, ovvero spronarli ad utilizzare l’hashtag del ristorante, per poi andare a commentare e mettere mi piace a ciò che hanno pubblicato.

4. Lavora sull’engagement in maniera intelligente

Oltre a tutto quello che abbiamo detto, ci sono tantissime altre cose da poter fare per aumentare la propria popolarità su Instagram. Ad esempio, sarebbe bello ricondividere le immagini pubblicate dai propri clienti e followers, ma su Instagram non si può ripubblicare le immagini già caricate da altri, in quanto si andrebbero a violare le normative del copyright.

A questo proposito, però, esiste un’interessante funzionalità: Regram. Questa è un’applicazione facile da usare, e scaricabile sul proprio smartphone. Altrimenti è utile l’opzione “Repost”, reperibile su Iconosquare, che permetterà di interagire su Instagram dal PC in modo semplice e veloce. Grazie a queste funzionalità è possibile sentirsi più “liberi” ed in grado di fare molte più cose in maniera da creare costantemente un maggior engagement.

Come ultimo consiglio, è opportuno lanciare dei concorsi. Questi sono davvero un’ottima risorsa che permette di far conoscere il proprio ristorante, o qualsiasi altra attività, aumentando le interazioni, il numero dei followers e anche quello dei potenziali clienti. Si potrebbe perciò spronare i propri clienti a pubblicare degli scatti del piatto che preferiscono di più del proprio ristorante, insieme all’hashtag, e vincerà chi riesce ad ottenere più mi piace.

Questi concorsi possono essere a premi, ma è importante ricordare che esistono delle legislazioni del caso che si dovranno rispettare. Altrimenti possono anche non esserci premi, ma semplicemente omaggi o sconti, che i vincitori del contest riceveranno non appena si presenteranno nuovamente al ristorante. Perciò, questa è un’ottima strategia da utilizzare su Instagram, e non serve neanche avere un budget da dedicare al concorso. Questi eventi virtuali sono molto amati dagli instagramers, e non solo. Quindi è possibile sfruttarle per promuovere il proprio ristorante anche su altri social network, ed il successo è davvero assicurato!

Grazie alle immagini di alta qualità combinate con queste 4 tecniche vincenti, la popolarità e la visibilità del proprio ristorante si eleveranno, sia online che offline. Come ultimo consiglio, vi ricordo che anche il mondo della ristorazione è fatto di persone, oltre che di buon cibo. Perciò non puntate solo su piatti, ricette o nuove creazioni culinarie, ma anche sul vostro staff che sorride e lavora con passione, sulle materie prime che utilizzate, sullo stile generale del ristorante, sulla fantasia e la creatività. In questo modo riuscirete a coinvolgere completamente gli utenti di Instagram , facendo conoscere loro la vera personalità dell’azienda a 360°: sarà proprio quello che li fidelizzerà a lungo termine.

Hotspot Wifi: Basta poco per essere attraenti e al passo con i tempi

Il servizio di wi-fi dentro le strutture recettive (hotel, bed & breakfast, agriturismo, affitta camere, etc) e in quei luoghi dove le persone passano il proprio tempo libero (ristoranti, bar, parchi pubblici, etc) ha avuto negli ultimi anni una veloce evoluzione.

Nelle  strutture recettive, hotel, bed & breakfast, agriturismi, affitta camere, etc, la rete Wi-Fi  era presente solo nelle catene di grandi dimensioni e l’accesso era consentito previo pagamento. Successivamente anche le restanti attività ricettive si sono allineate.

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No digitale no business

La Boston Consulting Group ha comunicato i dati sull’impatto di Internet sull’economia italiana, le piccole e medie imprese, presenti su internet, che svolgono un’attività di marketing in rete hanno avuto una crescita media dei ricavi negli ultimi anni dell’1,2% rispetto ad un calo del 2,4% di quelle online (con solo un sito web) e del 4,5% delle off line senza nemmeno un sito web.
Questi dati parlano chiaro, la rete rappresenta oggi, una occasione per crescere, e una necessità se si vuol rimanere in vita negli anni che verranno.

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DAI CONSIGLI VERBALI ALLE RECENSIONI IN RETE

Le abitudini dei consumatori sono mutate radicalmente, l’avvento di internet ha trasformato il modello di ricerca di prodotti e servizi.

Prova evidente di tale cambiamento è l’atto ormai automatico, divenuto spontaneo, direi consuetudinario, da parte del consumatore, il quale prima di procedere a un acquisto di un prodotto o servizio che sia, chiede alla rete opinioni ”recensioni” su quanto desidera.

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